16 edizione del Festival internazionale di narrazione di Arzo

27-30 agosto 2015

Storie di vita, di guerra, di amore


Tre voci femminili sulla piazza di Arzo per la XVI  edizione del Festival internazionale di narrazione che si aprirà giovedì 27 agosto con La fabbrica dei preti, l’ultima produzione di Giuliana Musso, attrice e autrice nota e apprezzata dal pubblico di Arzo.  Frutto di un’indagine accurata e sensibile per dare voce a chi ha vissuto nei seminari italiani prima del Concilio Vaticano II, lo spettacolo racconta la storia di tre uomini anziani, tre ex-seminaristi e attraverso di loro, ci racconta di noi, delle nostre buffe ipocrisie, paure, fragilità… e della bellezza dell’essere umano.

Oh mon doux pays è invece il titolo del testo scritto a quattro mani dal drammaturgo palestinese Amir Nizar Zuabi, che ne cura anche la regia, e da Corinne  Jaber, attrice germano-siriana che sulla scena racconta l’orrore di uno dei più sanguinosi e dimenticati conflitti della nostra epoca.  Nato dalle testimonianze dei rifugiati siriani raccolte dagli artisti durante i loro numerosi viaggi in Libano e in Giordania, Oh mon doux pays ricostruisce le storie di vita e di guerra, di vita dentro la guerra, ma anche la dolcezza di un paese che resta iscritta nell’anima dei suoi abitanti e che gli spettatori sentiranno nel profumo della pietanza che l’attrice prepara sulla scena.

Ultimo spettacolo in piazza, sabato sera, Svergognata, scritto e interpretato da un’altra autrice-attrice che ha già conquistato il pubblico di Arzo per la sua capacità di affrontare con sensibilità e ironia temi difficili: Antonella Questa.  In Svergognata il tema è quello del tradimento. Con il linguaggio comico che la contraddistingue, l’attrice dà voce e corpo a più personaggi, per raccontare quanto la schiavitù dell’immagine e la desiderabilità sociale ci distraggano dalle vere potenzialità sopite in ognuno di noi.

Nelle corti ritroveremo Pino Petruzzelli con le sue più recenti produzioni e Fabrizio Saccomanno, interprete di GRAMSCI. Antonio detto Nino, una narrazione che, attraverso quel capolavoro di umanità, etica e sofferenza, che sono le lettere dal carcere, ci restituisce l’immagine di una delle figure più preziose del Novecento.

Come sempre ricco anche il programma per i ragazzi a partire da Compleanno Afghano, scritto da Ramat Safi con Laura Sicignano: sul palco Ramat racconta la sua storia, la sua fuga dall’Afghanistan, il suo viaggio durato più di un anno che lo ha portato a sbarcare miracolosamente in Italia, solo e ancora minorenne. Torna ad Arzo anche Luigi D’Elia con un nuovo racconto ispirato alla vita di André Gorz e Dorine Kahn.

Molte le storie per i più piccoli, raccontate da Stefania Mariani, Teresa Fregola, Ferruccio Filipazzi e i Confabula e la compagnia dei Faber che sarà presente anche come gruppo musicale.

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