• Proposte e stimoli
    Non occorre eccedere in animazioni o prevedere grandi spettacoli, bastano piccoli accorgimenti per far percepire uno spazio anonimo o consueto in modo diverso, per decorare e cambiare l’atmosfera di un locale qualsiasi e renderlo un luogo affascinante dove trascorrere una notte speciale. Una candela come unica fonte di luce, delle pile da tasca, una vecchia poltrona posta al centro della stanza, alcuni cuscini, una tenda scura, una musica di sottofondo. e lo spazio si trasforma, così da suscitare quella giusta aspettativa in chi si appresta ad ascoltare. Ma ciò che più conta è lo spazio mentale: la quiete e la serenità dell’ambiente in cui si legge dovrebbe accompagnarsi ad un reale stato di quiete, a una tregua nella lotta contro la tirannia del tempo, ad un’autentica disponibilità a lasciarsi coinvolgere dal racconto. Si consiglia una lettura che non duri troppo a lungo; meglio scegliere racconti o storie brevi. Edgar Allan Poe, maestro insuperabile per la capacità di mantenere vivo l’interesse del lettore, nei suoi scritti teorici sostiene che la forma ideale della narrazione è il racconto che consente una lettura priva di interruzioni. A questo proposito l’editoria italiana offre diverse collane di racconti brevi, spesso suddivisi per autore, tematica, luogo d’origine, fascia d’età (“Lo scaffale d’oro” Einaudi Ragazzi, “Il tesoro”EL, “Tuttostorie” Mondadori, “Storie dal mondo” Fabbri, ecc.).
  • Le persone “importanti” raccontano
    Non è sempre facile, ma riuscire ad avere una personalità (del paese, della cultura, della radio, della TV .) disposta a prestare la propria voce narrante, può trasformare la Notte del racconto in un piccolo evento speciale.
  • Autori/Narratori
    La lettura acquista particolare fascino e interesse specialmente fra i bambini, se la voce del narratore corrisponde a quella dell’autore del libro o del racconto scelto.
  • Maratona della lettura
    La biblioteca (la libreria, la scuola, ecc.) invita gli abitanti del proprio comune alla “maratona della lettura”. I partecipanti possono alternarsi nel presentare il loro libro preferito e leggerne dei brani. Organizzando la “maratona” verso sera, si può continuare fino a notte fonda, iniziando dapprima con racconti per bambini, e continuando poi con racconti per adulti.
  • Un’intera notte in biblioteca?
    I bambini sono invitati a trascorrere la Notte del racconto tutti insieme in biblioteca. Muniti di sacchi a pelo, di pile tascabili e con l’inseparabile orsetto di peluche, si presentano in biblioteca all’imbrunire. Dopo essersi sistemati e dopo aver ridotto al minimo la luce, i racconti hanno inizio. Si consiglia di diversificare la scelta delle storie e di invitare più narratori per tener maggiormente viva l’attenzione. Infine, perché non coronare la straordinaria serata, organizzando uno spuntino per tutti i partecipanti? Si consiglia inoltre l’iscrizione obbligatoria e di limitare il numero dei partecipanti.
  • Laboratorio di scrittura
    Scuole e biblioteche sono laboratori di scrittura per eccellenza. Durante l’anno scolastico spesso possono nascere spontaneamente storie, favole, poesie e racconti fantastici. Nella Notte del racconto è possibile rielaborare, illustrare, drammatizzare, o trasformare questo prezioso materiale, o semplicemente presentarlo al pubblico. Il tutto potrebbe addirittura sfociare in una piccola mostra collettiva.
  • “Tavola rotonda”
    Si tratta di organizzare una sorta di “tavola rotonda del racconto”, durante la quale le persone presenti (giovani e adulti), a turno, raccontano una storia diversa o continuano la stessa storia. Per meglio ricordare la serata, si può pensare ad uno scambio di semplici ricordini: un pensiero nascosto in una busta, un lavoretto manuale preparato in precedenza a scuola o in biblioteca, una caramella, un cioccolatino, un braccialetto intrecciato,.. piccoli significativi segni di amicizia.
  • Altri suggerimenti
    Gli ospiti della Casa per anziani invitano una classe di bambini e la maestra per raccontare o legger loro una storia. Al termine si gusta tutti insieme la “torta della (bis)nonna”. I bambini, in cambio, come ricordo della serata, regalano agli eccezionali narratori un disegno. Al termine di una serata dedicata alla narrazione, soprattutto se organizzata all’aperto, si lasciano partire dei palloncini colorati ai quali è stato legato un biglietto dove i bambini hanno scritto un pensiero, il titolo della storia che hanno appena ascoltato,. Una classe di quarta o quinta elementare o della scuola media si prepara in anticipo con l’aiuto dell’insegnante, e si offre di raccontare delle storie agli allievi delle classi inferiori o ai piccoli della scuola materna.

Come leggere ad alta voce: alcuni consigli

Lo stile di lettura dovrebbe uniformarsi alla personalità del lettore. Non sempre è il caso di offrire una voce diversa per ogni personaggio, né di drammatizzare una scena. La qualità della voce migliora grazie ad una respirazione corretta, aiutata da una posizione che la favorisca. Gli elementi su cui puntare sono tuttavia la chiarezza e soprattutto la lentezza. L’errore più comune che si compie quando si legge a voce alta è quello di leggere troppo velocemente. Pur nel rispetto del ritmo del testo, è necessario lasciare il tempo a chi ascolta di formarsi immagini mentali, di vedere ciò che sta accadendo nella storia. Di tanto in tanto è bene alzare lo sguardo sul pubblico che ascolta. Lo sguardo complice deve essere in sintonia con il ritmo del testo: permette così di commentare silenziosamente quanto è stato appena letto. La pratica abituerà ad alzare lo sguardo quattro o cinque parole prima della fine della frase o prima della fine del paragrafo. La conoscenza del testo che si legge è l’elemento chiave per avere successo come raccontatori. È impossibile trasmettere entusiasmo per qualcosa che non si conosce ed è impossibile – di fronte a un testo sconosciuto – arricchire la lettura con una serie di elementi extralinguistici che gli conferiscono significato e rendono manifesta la partecipazione emotiva di chi legge o racconta. Se il testo è conosciuto, a volte si può ad esempio ripetere o ribadire qualche particolare che richiami l’attenzione su elementi importanti per la comprensione. L’elemento di suspense è un ingrediente importantissimo per il successo di una narrazione e una pausa ben calcolata prima dell’espressione di un’idea o di un’azione, contribuisce in modo rilevante a rafforzarne il significato. Ma le pause sono importanti anche perché offrono il tempo necessario per far proprie le informazioni ricevute o per afferrare un cambiamento di scenario. Non è assolutamente indispensabile che il bambino sappia il significato di tutte le parole ma è importantissimo non “semplificare” il linguaggio, pensando di renderlo del tutto comprensibile. I bambini in genere capiscono molto di più di quanto sanno esprimere e per molti anni molto di più di quanto sappiano capire attraverso la lettura fatta individualmente. Un brano “difficile” o “elaborato” letto da un bambino con scarsa dimestichezza con la lettura può intimidirlo e perfino annoiarlo. Se invece letto ad alta voce da un lettore entusiasta e partecipe, può lasciare lo stesso bambino quasi senza fiato per l’emozione.Qualche descrizione troppo lunga o una digressione troppo elaborata possono eventualmente essere tagliate. Se distrazione, sonno o noia possono cogliere chiunque fra il pubblico che ascolta, non è il caso di demoralizzarsi, né di recepirli come segni di fallimento. Per un bambino i motivi di distrazione sono infiniti e talvolta sono solo apparenti.

da:”Leggere ad alta voce” di Rita Valentino Merletti, coll. INFANZIE Strumenti, Mondadori 1996